How to make a tie-dye shirt

Ciao ragazzi,
Oggi vi mostro, tramite qualche autoscatto nella mia camera da letto, il mio ultimo esperimento con la mia amica Candeggina.
L’oggetto in questione è una camicia, arrivata dall’ultimo swap party (e per precisione dall’armadio di Marta, che la vedrà per la prima volta sbiancata, haha).
E’ molto semplice riprodurre l’effetto tie-dye sul jeans, ma lo stesso vale per gli altri tessuti naturali come il cotone.
Vi basta riempire un secchio di acqua e candeggina – quest’ultima tanta quanta avete intenzione di sbiancare il vostro capo, e immergere il vostro pezzo solo nella parte interessata (in questo caso fine delle maniche e della camicia).
Dopo un’oretta andate a controllare se lo sbiancamento ha raggiunto il vostro livello desiderato: in caso contrario aggiungete altra candeggina. Nel caso in cui desideriate lo stacco netto di colore, vi consiglio di usare esclusivamente candeggina senza acqua: occhio a non inalarla e soprattutto a non macchiarvi i vestiti (basta una goccia per sbiancare senza ritorno i vostri capi).
Dopo aver risciaquato il vostro capo, mettetelo a lavare in lavatrice senza altri pezzi.
Vi piace l’effetto?

Hi everybody,

Today I would like to speak about my old shirt, arrived from the last swap party (from the Marta’s wardrobe)
This is the proof of one of my experiments with the bleach. It’s very simple to do it!

Just put in a big bucket water and bleach as you want to bleach your shirt (but you can try with all your wardrobe.. Just take one piece for time, it’s better so you can seen how the colour will fade!)
Then, dip your shirt only in the end, the same also for the sleeves. Wait aproximately one hour and then check if the bleaching is ok.

Wash your item in a washing machine without other pieces.

And.. Ta-daaan! You finally have a new piece in your wardrobe to wear! This treatment is cool also for jeans!

6 2  4 5 1 8 7

L’ultima foto è da vera idiota per bilanciare la serietà delle altre :)
Beth

Shatush fai da te: il tutorial!

Ciao ragazze,
Visto che molte di voi si sono appassionate al tema shatush, ho deciso di provare da sola a ricrearlo sulle mie punte!
In questo post vi mostrerò come colorarvi i capelli sfumandoli e non intaccando le radici.
Come cavia ho usato la mia amica Gioia!
Innanzitutto vi dò la lista della spesa:

1. Ossigeno a 40 (circa 3 euro)
2. Colore (in questo caso fucsia, circa 4 euro)
3. pennellino per tinta (1 euro)
4. Ciotola (potete usare anche il fondo tagliato di una bottiglia)
5. Pellicola e guanti di plastica

N.B.: prima di incolparmi di possibili errori, chiedete per il vostro tipo di capello qual è l’ossigeno più indicato: io sono già bionda e mi hanno venduto quello a 40.
P.S.: per fare lo shatush colorato dovete avere le punte schiarite – come la mia amica nelle foto, altrimenti non si vedrà il contrasto. Potete comunque applicare la stessa tecnica per il biondo, tenendolo in posa per il tempo indicato sulla confezione.

PRIMO STEP

Mescolate un terzo di colore con due terzi di ossigeno: a me è bastato riempire il fondo della ciotola per fare tutte le punte. Il colore generalmente si può richiudere e riutilizzare altre volte, idem per l’ossigeno.

SECONDO STEP

Dividete i capelli in ciocche uguali e cotonateli dalle punte fino a metà lunghezza.

TERZO STEP:

Munitevi di pellicola trasparente e guanti: ora dovete usare la spatolina e colorare le punte. Perchè abbiamo dovuto cotonarli? Perchè in questo modo la spatolina passerà e colorerà solo i capelli ‘esterni’, non toccando tutta la ciocca. Invece la punta, quella sì, dovete ”immergerla” di colore. L’effetto deve venire sfumato, partendo da color scuro a più chiaro andando verso la radice.

Ho tenuto in posa il colore per 10 minuti e poi sciacquato accuratamente prima una punta per volta, e poi lavato completamente la testa.

Et voilà! Vi piace l’effetto finale?

Ringrazio il mio parrucchiere Giuseppe per avermi tramandato i suoi segreti!

Se siete di Torino e preferite farvelo fare, chiamatemi al 338 6587228 o scrivetemi: silkandscissors@hotmail.it

Beth

Tutorial: sedie da Fashion Victim!

Tutorial: cardboard chair
Only for fashion victim!
You need:
a cardboard chair
glue spray
A lot of old fashion magazines to cut
…patience :)

Le sedie in questione sono di cartone e pieghevoli. Ma mancavano di sapore, di quel non so che di cui io e Beth siamo sempre alla ricerca.
Devo essere onesta con voi: all’inizio ero vagamente scettica sul risultato, ma poi mi sono dovuta ricredere, perchè sono diventate degli autentici pezzi d’arredamento da Fashion Victim.
Ciò che vi occorre per iniziare e rendere qualsiasi superficie in grado di diventare più collosa e resistente di una ventosa, è la supercolla spray di Beth:

Ricordatevi di ricoprire il vostro piano di lavoro, o rischiate di rendere appiccicaticcio tutto ciò che vi circonda.

L’ingrediente fondamentale sono le riviste. Certo è facile scaricarsi da internet le immagini, ma vuoi mettere la soddisfazione e il piacere di sfogliare dei giornali che avete comprato mesi fa e di cui non ricordavate nemmeno il contenuto?
Grande è la quantità di tempo che perderete in quest’operazione, ma è impagabile la soddisfazione di avere in mano tutti quei ritagli, sapientemente adoperati con le vostre forbici dalla punta arrotondata (art attack docet!).


Ciò di cui stiamo parlando è vero e proprio Découpage, di quello fatto in casa; pochi elementi e rendimento garantito.

Ed ecco a voi il risultato di un pomeriggio di dita incollate e ritagli di giornale sparpagliati in ogni dove:

A presto il tutorial sulla scrivania abbinata!

Divertitevi e non annoiatevi mai.
Marta.

HANGOVER

Il fatto che ieri sera abbiate passato una serata memorabile (sempre che la memoria in questione non sia costellata di buchi ad uso groviera), non vi esenterà dal testare i famosissimi e mai fuori moda Postumi.
Vi sarete guardati allo specchio, sempre che siate riusciti ad alzarvi, e avrete constatato che sarebbe stato meglio non foste mai nati. C’è chi trova lividi, e chi non trova affatto documenti, telefono, mezzi di locomozione.
Una cosa, però, la troverete tutti: i sensi di colpa. Sarete ancora lì, nella nebbia del sonno e tra i fumi dell’etanolo, e penserete a cosa avete fatto e a cosa avreste potuto fare se solo non vi foste fatti il bagno in una distilleria di gin. E non ha senso giurare di non bere mai più, tanto ci penserà il prossimo weekend a spingervi a rompere questo patto d’acciaio. Fuso.
insomma si preannuncia una bella giornatina di merda. Per questo, anche io reduce, ho deciso di rendervi il compito di attraversare questa domenica offuscata, un po’ più facile.
Ci sono un sacco di miti e leggende metropolitane su come curare il dopo sbronza. Inutile dirvi che ho avuto e sto avendo il Piacere di testarli tutti.

Il primo, il più abusato e il più stronzo è lo sbocco autoindotto. E’ orribile e magari dopo non starete affatto meglio, c’è un 50% di probabilità che sia liberatorio, sennò solo inutilmente disgustoso.

Il secondo, non sperimentatelo a meno che non siate in preda ad un delirio di onnipotenza masochista, perché ritarderà solo di qualche ora la vostra rovina: Il cosiddetto Richiamino. Si tratta di assumere a colazione un altro drink, in modo da rallentare lo sviluppo di tossine nel vostro corpo, in quanto assumendone ancora il corpo è costretto a ritardarne l’uscita per smaltire le ultime entrate.

Il terzo è riferito genericamente a cibi e bevande esotiche e impossibili da preparare nelle condizioni in cui sarete. Quindi, se avrete voglia di prepararvi un mischione di the e infusi tibetani di dubbia provenienza quando a malapena sapete dove avete dormito, lasciate perdere e concentratevi solo nel bere tanta acqua e mettere nello stomaco un paio di fette biscottate.

Poi ne esiste uno improbabile, ovvero il Profilattico anti-sbornia, questa droga, vietata in europa, è in commercio negli USA e in Russia, dove è stata creata appositamente per gli agenti del KGB per aiutarli a non sbronzarsi nel corso di meeting alcolici alla James Bond con i loro contatti. Il che mi fa pensare alla sua inutilità: se bisogna assumere sostanze per non sbronzarsi, che senso ha bere?

Riassumendo per sommi capi l’unica cosa plausibile da fare è coricarsi, ignorare il giramento di capa, circondarvi di ogni genere di conforto possibile e pregare che la morte arrivi presto.

Dopo questo post alla soda caustica aspetto di sapere i vostri personalissimi rimedi.
Al prossimo weekend, alla prossima sbronza.
Marta

Fare danni con la vernice (fluo)

Un tutorial riuscito male, potrei chiamarlo. Eppure il mio ‘danno’ della settimana mi piace. Tant’è vero che l’ho già indossato sabato sera, appuntamento in cui sfoderi il meglio del tuo armadio.

Io non sono fatta per i lavori di precisione, per il semplice fatto che quando decido che voglio una cosa, la voglio subito (saltando passi importantissimi di cui vi parlerò sotto).

Avevo questo paio di tronchetti troppo invernali e anonimi da rispolverare. Hanno una linea perfetta oltre ad essere davvero comodi.

La mia voglia di fluo in questi giorni mi sta condizionando la vita al punto da comprare uno spray per la carrozzeria giallo fosforescente. Brilla addirittura al buio, ho notato. Beh.. E cosa farne di questa bomboletta? Coloriamoci le scarpe, così tanto per testarla.

Io SAPEVO che prima di passare un qualsiasi colorante su un materiale che non sia carta ci andrebbe il primer  e SAPEVO anche che, una volta asciugato il colore, sarebbe meglio fissarlo con un fissativo, per l’appunto. Beh, erano questi i passaggi che ho saltato di cui vi parlavo prima.

Però almeno ho coperto le zone da non colorare, come zip e interno.

Il risultato (attribuisco le colpe ai residui grassi di lucidante per scarpe) è un fantastico tie dye fasullo.

Un po’ graffiate sono ancora più aggressive! Roar! Non so a voi, ma io le amo. (E poi brillano davvero al buio, lo vedete?)

Beth

DIY shoes – glitter and shine!

Avevo questo paio di scarpe che giravano da troppo tempo in casa senza ottenere il minimo interesse da parte mia. Così oggi ho deciso di modificarle un po’!

Eccole prima:

Il tacco non mi piaceva, per cui ho deciso di dargli una spennellata di fucsia e una spruzzata di glitter! In più sulla punta ho aggiunto delle paillettes. Take a look!

Ho incollato le paillettes (ma voi potete scegliere di usare un qualsiasi tipo di brillantino borchia) con una colla per la pelle.

Ho disegnato prima una sorta di lunetta con la matita dove poi ho applicato le paillettes, per un effetto un po’ ‘Chanel’

Scegliete come arricchire la vostra scarpa!

Ho colorato tacco e una parte della suola con un colorante fucsia (per tessuti, avevo quello e in effetti non è il massimo, sicuramente meglio una vernice!)

La colla spray permanente per decorare il tacco

Ripassate il contorno del tacco con un nastro adesivo di carta, per non sbrodolare

Usate lo spray dopo averlo agitato e da non troppo vicino

Ora versate i glitter a pioggia

Tamponate in modo da togliere gli eccessi

Et voilà!

Penso proprio che le abbinerò con la giacca verde fluo che ho customizzato in questo tutorial.

Beth

Drogata di fluo – giallo neon I love you

Dopo aver acquistato un abito lungo giallo fluo di Zara e una camicia dello stesso colore di New Yorker, ora sono alla disperata ricerca di una scrivania di plexiglas del colore dell’estate.

poggerò un pannello di plexiglas. Oggi ho comprato on line un campioncino sul sito Plexiglas Shop, un fantastico e-commerce tedesco dove poter scegliere tra 20 tipi di lastre e vari colori e ordinarle al metro (spedizione gratuita, taglio e iva inclusi).

Finalmente un sito che accontenta le mie follie!
Per quanto riguarda invece le colonne in gesso, ci sono vari negozi con differenti prezzi tra di loro. E’ meglio chiedere preventivi prima di fare acquisti. Io per ora ho ricevuto la risposta da parte di un negoziante torinese, Montanaro. Andrò a guardare di persona per farmi un’idea migliore.

Altro desiderio giallo fluo: una borsa che non costi 200 euro. Le mie ricerche mi hanno portato ai soliti low cost, dove però ho trovato qualcosa di interessante.

Questa foto rappresenta l’acquisto che ho appena effettuato sul sito di Pull & Bear: una deliziosa bowling bag giallo acido trasparente: esattamente quello che cercavo! Prezzo: 25,99 euro. Visto che ho deciso di ritirarla in negozio (Shopville Le Gru, Grugliasco) non ho pagato le spese di spedizione. Comodo, no?

Mia Bag, un brand che ho conosciuto da pochissimo, crea delle sottospecie di Kelly con colori pazzeschi e teschi annessi.
Il modello che vedete in foto è uno dei meno cari (135 euro) ed è disponibile a questo link

Furla non poteva certo farsi mancare il colore dell’estate e creare una borsa ad hoc. Quella che vedete qui sotto costa 198 euro ed è acquistabile nello shop on line.

Non riesco a trovare invece la Candy bag dello stesso colore in nessun e-commerce. (Sigh)

Un po’ meno neon, ma più giallo limone è la clutch di H&M da 19,95 euro. Un tocco un po’ sfarzoso per una serata brillante!

Su Asos potrete trovare varie soluzioni nella categoria borse. Oggi purtroppo il sito ha deciso di non funzionare, quindi non riesco a darvi una preview dei pezzi forti.

A proposito di cosmetici, avete mai sentito parlare dello smalto graffiti di Layla? E’ sufficiente applicarlo su un qualsiasi smalto, anche trasparente, per ottenere l’effetto che vedete sul tappo. Una follia da usare per una notte in discoteca!

Beth

Studded pants! Tutorial

Chi di voi non ha mai avuto la tentazione di tagliare un paio di vecchi jeans per trasformarli in hot pants per l’estate?
Io ne avrò tagliati almeno 5 paia, almeno 3 dei quali troppo corti (forbice facile, come mia nonna d’altronde).
Seguite il tutorial e non sbaglierete!

Munitevi di forbici da sarto (se non ce le avete quelle grandi dell’Ikea andranno benissimo), borchie con viti (le trovate dal calzolaio) e ovviamente un paio di jeans che non usate più.

Con una matita bianca segnate l’altezza alla quale volete tagliarli, dopo averli provati ecalcolando magari qualche centimetro in più per un eventuale risvolto, o perchè comunque sia il jeans si sfrangia (e a noi piace così)

Ora che il pantaloncino è pronto, bucate la tasca esterna con la punta della forbice, per far entrare ed avvitare le borchie, così l’interno della borchia toccherà essa e non la vostra gamba, salvandovi sia la pelle che gli eventuali collant.

Perfetto da abbinare con un paio di biker boots o anche di sera, con un collant un po’ rock e un tacco aggressivo. ROARR!

Beth

Borchiare un chiodo in poche mosse

Ci sono alcuni capi del guardaroba che è indispensabile avere, o meglio, che non andranno mai buttati. La bellezza di 6 anni fa ho acquistato, nonostante la moda non lo imponesse, un chiodo in eco-pelle in una catena low-cost di Praga.
Sapete che io sono della filosofia “non buttare via niente”, un po’ come dice mio nonno Gianni, e quindi ora che ho 24 anni suonati e le passerelle parlano chiaro, ho deciso di customizzarlo un po’. Borchie a gogò!

Il problema di tanti è: dove comprare le borchie?
1) dal calzolaio
2) in merceria, ma generalmente hanno quelle adesive, da attaccare con il ferro da stiro, che costano più o meno 30 euro a striscia.
3) su ebay! Molto più conveniente e facile da trovare. Io con circa 16 euro ho acquistato 80 borchie, che ho utilizzato interamente per coprire parte del giacchino.
4) se a casa avete una di quelle cinture borchiate comprate a 10 euro dalla bancarella…Ecco, potete smontarla per riciclare le borchie, che a parità di prezzo vi costeranno meno.

La seconda domanda è: quali borchie è meglio comprare? Per customizzare i revers della mia giacca ho usato quelle a piramide con le graffette. Se la pelle è morbida, basta premere la borchia contro il tessuto per bucarlo, chiudendole poi dalla parte opposta.
Se volete invece applicarle ad un abito o qualcosa di molto leggero, vi consiglio di acquistare quelle in merceria, che si applicano adesivamente con il ferro da stiro. Dal calzolaio probabilmente troverete quelle da applicare con apposito martello o quelle grandi con un chiodo unico nella parte sotto. Costano circa 30 cent l’una.

Nessuno vi vieta di mixare vari tipi di borchie, con forme diverse. Da evitare quelle a forma di cuore o di stella, per non cadere in un look troppo cheap e infantile. Per meglio apparire e più punk farsi sentire, compratevi quelle a punta, da mettere solo sulle spalle, ma non vi lamentate se in discoteca i ragazzi vi stanno alla larga per non essere punti!

Decidete se applicarle ‘all over’ o solo in alcuni punti. Più la giacca è ricoperta, più sembrerà un capo costoso uscito dalla collezione di Burberry.


Ed ecco qui il mio nuovo chiodo. Non ho preso misure né tantomeno ho segnato i buchi prima di farli. Ho messo le borchie sul revers e sulle spalle, per un totale di 80 borchie. Chiodo pagato 25 euro, accessori pagati 16 euro: un affare!



 

Tutorial: customizzare una giacca rendendola moooolto fashion

Ciao piccole sarte,

Ecco a voi un velocissimo tutorial per dare vita ad una qualsiasi giacca dismessa.
La cavia nelle foto è una giacca in jeans verde fluo di Atos Lombardini. Aveva le spalle spioventi e la sentivo ‘povera’, così ho deciso di arricchirle i revers e imbottirle le spalle.
Quello che vi serve è:
- spalline
- strass per tessuto
- colla per tessuto
- pennellino
- ago e filo

Premetto che potete comprare tutto in merceria o nei negozi per ‘artisti’. A Torino il più fornito è quello che si trova nei portici davanti a Porta Susa, convenzionato appunto con lo IED.

Ho applicato strass di varie dimensioni e forme con l’uso della colla, che secca dopo circa 12 ore. Qui vedete un revers fatto e l’altro che attende di essere ricoperto.

Per cucire le spalline, basta piegarle a metà per individuare il centro, dargli un paio di punti davanti e dietro facendo combaciare la metà della spallina con il taglio della spalla nella giacca. La parte più gonfia della spallina è quella che deve stare dalla parte della spalla, la parte più bassa è quella che va cucita dalla parte del collo.

Ed ecco la mia nuova giacca! A vederla sembra valga molto di più ora che ha i revers ricoperti di strass: perfetta per quest’estate, visto che tornano i colori al neon!

Beth

Idea per customizzare un tubino

Io e mia sorella spesso ci ritroviamo con addosso degli stessi capi di abbigliamento che abbiamo comprato separatamente senza saperlo. In questo caso abbiamo lo stesso tubino militare di H&M: ho deciso di customizzarlo per renderlo un po’ differente!
Quello che vi serve in aggiunta è soltanto del tessuto elasticizzato a stampa militare (ovviamente in base al colore del vostro tubino decidete voi l’accostamento migliore!)


Tagliate delle striscie alte circa 10 cm, fatele a frange.


Tagliatele alla lunghezza di circa 15 cm, appoggiatele sul fianco e cucitele. Io ne ho messe 3 per fianco, una sopra l’altra, per creare volume.

Ecco il risultato, semplice ed immediato! Che ne dite?

Beth