Lettere ad un fidanzato immaginario

#lettereadunfidanzatoimmaginario, fidanzato immaginario, blog, elisabeth sinisi
22feb ore 10.47
Caro fidanzato immaginario,
Oggi è domenica e tendenzialmente mi avrebbe fatto piacere essere ad Aosta da mia mamma, per un pranzo tra parenti.
Il fatto che io sia a Torino significa che ho avuto troppe cose da fare anche questo week-end, e non posso che dare la colpa anche a te. Pulisco la casa, faccio la spesa, trapano mezzo muro (beh, diciamo che io guardavo mentre lo facevano) per sistemare le lampade nuove, e tu, come sempre, non c’eri. Ti dirò di più: ho aspettato ben un anno per fissare il porta carta igienica al muro, perchè non ho un trapano nè tantomeno penso di volerlo usare. Insomma, vorrei solo farti notare quanto sia importante la collaborazione tra le mura domestiche.
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Diario fiorentino/fashion

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Installazione a Firenze – di Alessandro Moradei

Giulia mi convince ad andare a Firenze ”perchè dobbiamo assolutamente andare al Luisaviaroma Party.
E va bene, facciamo le fescion bloggers come si deve e prepariamo valigie così grandi che sembra che stiamo partendo per due mesi in Alaska. Al duo si unisce Chiara e il road si trasforma in una mini vacanza tra amiche appassionate di moda.
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Diario settimanale

LUNEDì

Ho una pessima cera. Sembra che mi sono bevuta 6 magnum di vodka liscia, e invece sabato sto week-end manco sono uscita.
Sono gonfia, ho due Samsonite sotto gli occhi che manco in aereoporto trovi, ho un sonno della miseria incoronata e vorrei tornare a letto.

Dormo poco e ho sonno. Dormo tanto e ho ancora più sonno. Dormo normale e non cambia niente. Ma sarà normale? Cerco di non bere troppi caffé perchè a parte che macchiano i denti, ma poi ti danno quella scossa per circa 5 minuti e dopo un quarto d’ora sei in down manco ti fossi fumato un cannone di hashish.
Non mi sono preparata il pranzo al sacco per l’ufficio, ma in compenso ho buttato due cose dentro lo zaino della palestra: mi trascinerò lì verso le 18, addormentandomi sulla panca per gli addominali, mentre intorno a me i soliti sfigati con le gambe ‘grissinopoli’ e il petto a cubo si ammazzano e sudano come dei chiuaua nel forno.

MARTEDì
Dai è già martedì. Alla fine poi domani siamo già a metà settimana. Mi sento un po’ più carica di ieri, forse stasera faccio un aperitivo in Piazza Vittorio con Stefania. Sto cercando su internet se vendono degli stivali decenti, in giro non riesco a trovarne caspiterina. Ma è chiedere tanto? Ormai sembra che si vendano solo indianini per tamarre poco raccomandabili, disponibili nei colori bianco bianchetto e fucsia bimbaminkia.
Vabbè va. Mi bevo un caffè e poi giuro che controllo le fatture.
Ma chi me l’ha fatto fare di aprirmi la partita iva?

MERCOLEDì
Alla fine ci si lamenta sempre e troppo. Di lunedì non vogliamo iniziare la settimana, di domenica ci preoccupiamo per il giorno dopo, di sabato sera pensiamo che manca un giorno e poi si torna in ufficio, di venerdì mattina iniziamo a non lavorare bene per abituarci all’idea del week-end. Alla fine non è così pesante come sembra: è già mercoledì.

Che palle.

Ma quando cacchio arriva Capodanno? Io non ce la faccio più a parlare tutto il giorno con quella stronza su Skype. Se mi dice ancora qualcosa giuro che vado dall’altra parte dell’emisfero e la ammazzo. Poi scrive pure in inglese scorretto, che sfigata. Vorrei vederla dal vivo, giusto per capire quant’è alta. Così, non che mi serva saperlo.
Poi la devo smettere di mangiarmi le unghie. Magari più tardi passo in profumeria a comprarmi uno smalto all’aglio. Ma a me piace l’aglio: non è che poi me le sgranocchio più volentieri?

GIOVEDì
Ho dormito di merda oggi. Quasi quasi dico che entro un’ora dopo.

No vabbè, poi che casino combino dai.

Oh cazzo, è tardissimo.
Per fortuna c’è del fondo di caffè di ieri nella caffettiera.
Ma dove cacchio ho messo le scarpe nere lucide?   Vabbè metto gli stivali.

No ma non mi sono neanche lavata la faccia. Speriamo che non se ne accorga nessuno in metro. Magari ho una macchia di saliva che scende a curva vicino al labbro. Oh mio Dio. Potrebbero pensare di tutto. Quel tizio mi sta guardando. Merda merda merda.

VENERDì
Io festeggerei questo momento perchè finalmente questa sera si va a ballare! Ho ottime doti da organizzatrice comunque. Sono riuscita a raggruppare tutte le amiche per un friday night in discoteca.. Non succedeva da almeno un mese.
Io devo andare a ballare almeno una volta alla settimana, ne sento la necessità. Non tanto per la musica, ma per quello che ci sta dietro: la preparazione soprattutto. Alla fine in settimana chi c’ha voglia di truccarsi, pettinarsi, mettersi i tacchi. Io no.
Invece arriva il venerdì sera e mi faccio i boccoli col ferro, mi trucco per mezz’ora e scelgo accuratamente il look: non troiesco, ma d’effetto. Alla fine sta cavolo di palestra porterà i suoi risultati, si spera. Vabè che mi sono iscritta da un mese. Magari metto i collants con le stelle.

SABATO
MALE DI TESTA. Scoppiare testa.
Tutta colpa di Bea che mi ha fatto rubare al tavolo quella bottiglia di rum liscio. Per poco non vomitavo.
Oddio ho tutti gli occhi incrostati. Vuoi vedere che non mi sono struccata ieri?
No. Il cuscino è macchiato di nero. Che palle.

Ma non avevo comprato dei wurstel? Oddio, ho bisogno di un hot-dog. Acqua. Acqua, acqua.
Penso che tornerò a dormire.

DOMENICA
Ecco, uno aspetta tutto il week-end che tanto lo passi o a letto o a fare le pulizie. Oggi mi tocca stirare una pila di camicie e pulire tutta casa.
Vabbè visto che ci sono svuoto i cassetti e li risistemo.
Non starebbe male la credenza dall’altra parte del muro. Magari potrei fare un’area relax con un pouf e un tavolino, lì in quell’angolo.
Ma quanto diavolo pesa sto armadio? Non riuscirò a spostarlo neanche di un millimetro. Sono già tutta sudata.
Dovrei ridare il bianco in ingresso però eh, fa schifo. Ci sono zampate di cane in ogni dove.

Oh. Domani è già lunedì. E io non sono neanche andata a fare un po’ di shopping.

Beth