Alessia Xoccato FW 14/15 Preview

La Fashion Week è da poco terminata; anche questa volta sono riuscita a scappare a Milano per un giorno per rubare un po’ di anteprime per l’inverno che verrà. Oggi vi parlo della prossima collezione di Alessia Xoccato, giovane designer italiana con influenze stilistiche indubbiamente orientali.
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Paola Frani Fashion Show

Lo stile di Paola Frani si riconosce dall’invito cartaceo: lo stesso tessuto a fiore che contornava l’indirizzo era il richiamo esatto delle fantasie utilizzate nel catwalk autunno inverno 2013-14.
La donna Paola Frani è femminile, delicata e fresca. Capelli raccolti in una coda bassa e voluminosa, make-up lucente, smokey eyes grigio e labbra ciliegia.
Più che black & white si parla di grigio-bianco-rosso, il trio di colori che rispecchia una donna in metamorfosi all’interno della città che ama ed attraversa quotidianamente.
Le stampe sono all’ordine del giorno, combinate una volta con la linea semplice della classica longuette, un’altra con elementi importanti come il capospalla in panno tagliato a vivo.
Questo fiore femminile è in continua trasformazione: il nero si fonde nei blu, il rosso si scioglie nei rosa cipria.
Tessuti morbidi come il mohair, lisci come la seta, segreti come il pizzo. Tutto urla il nome Donna.

The woman who wear Paola Frani is feminine, delicate and fresh. Soft ponytail and luminescent make-up, grey smokey eyes and cherry lips. We don’t speak about the same black and white; it’s the time for grey,white and red, the perfect combination of colours for a metropolitan woman. Prints are combined sometimes with classical items like longuette skirt, other times with an important element of the collection as the warm jacket. A flower in continue metamorfosis: the black colour became blue, as the red became powder pink. Soft tissues as the mohair, as the silk, secrets has the lace. All shouts the name ‘Woman’.

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Preview: Milano Fashion Week #instagram

Gli impegni durante la settimana non mi hanno permesso di fermarmi più di un giorno alla Fashion Week milanese, appuntamento tanto atteso per noi bloggers che facciamo le ‘veci’ per portarvi all’interno di qualche showroom e sfilata.
Abbiamo sognato dal vivo ed ad occhi aperti; questo ci permette ora di trasmettervi le nostre sensazioni riguardo la moda che verrà!

Questa settimana era dedicata alla moda femminile del prossimo inverno.
Silk and Scissors è stata nella capitale della moda il giorno mercoledì 20, assistendo alle sfilate di Fatima Val e Paola Frani, insultando i p.r. di Simonetta Ravizza (dopo vi spiegherò il motivo) e divertendosi tra stand di make-up e hair-style!

Con chi sono andata a Milano?
Con le mie carissime amiche e bloggers Silvia di The Light Blue Eyes, Giulia di One More Addiction e Chiara di The Fashion Suburbs.

Cos’è successo da Simonetta Ravizza?
Abbiamo ricevuto l’accredito per la sfilata. Abbiamo atteso mezz’ora in fila. Lo show era già iniziato quando i p.r. si sono accorti che ”qualcuno” (probabilmente una ventina di persone) sono entrate con la semplice stampa cartacea dell’invito (grazie, non ci va molto a fare due fotocopie), lasciando letteralmente a piedi chi era in lista. Ciao, siete stati veramente il peggio dell’organizzazione.
Dopo aver girato per le sfilate, ci siamo divertite tra gli stand aperti al pubblico di Limoni, Testa Nera e Canon. Giulia si è innamorata del suo parrucchiere, Silvia dello smokey eyes blu notte che le hanno disegnato perfettamente sugli occhi, e Chiara ha fatto un milione di foto (che pubblicherò a breve.

Qui trovate qualche fotina ricordo scattata con Instagram..

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Le ballerine da uomo di Alberto Moretti

Partiamo dal presupposto che detesto la categoria degli ‘splendidi‘, di cui ne fanno parte i finti ricchi, i veri ricchi e i figli di ricchi.
Il loro abbigliamento classico è composto da mocassino Tod’s o loafers in velluto stile Briatore, giacca sartoriale con pochette in tasca, camicia su misura con ricamate le iniziali e pashmina gonfiata come la gola di una rana in calore.

A prima vista, la collezione di Alberto Moretti poteva sembrare essere disegnata su misura per questo target.
Poi ti soffermi a guardare i dettagli, lo stilista (era presente al day press) e la scelta di materiali/tessuti/ricami/intarsi e capisci che nulla è dato al caso.
Certo, molto stravagante, non semplice da indossare. Però se mi camminasse davanti un uomo con un paio di Alberto Moretti le riconoscerei subito.
Velluto, cavallino, pelliccia interna ed esterna, ma anche swarovski e ricami.
Un uomo che non deve chiedere mai? No, piuttosto un uomo sicuro di sé che non ha paura di essere giudicato per il suo estro e il suo coraggio. Un uomo che per scelte stilistiche si avvicina al mondo femminile, un po’ per l’assenza di timore di indossare un mocassino che per linea è molto più simile alla ballerina e alle scarpe usate dall’aristocrazia due secoli fa, un po’ per l’avanguardia di indossare la pelliccia ai piedi.
Puoi essere la persona più sobria del mondo, ma con un paio di Alberto Moretti cambi completamente direzione.

Ricordatevi, uomini, che la donna guarda prima il viso, e poi le scarpe.

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Eh, ho inserito la foto sottostante per raccontarvi un aneddoto simpatico.
Prima di entrare nello showroom, siamo rimaste colpite dalle statue che onoravano l’ingresso. Ho voluto fare una foto con LUI, peccato che dopo 2 secondi sia suonato un allarme così forte che mi è venuto un mezzo infarto (provocato ovviamente dalla mia troppa vicinanza con #cosedanontoccare). OPS.

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Photocredits: Marta Lo Bracco

Pal Zileri man f/w 2013

Riassumerò i punti forti delle fashion week, concentrandomi sulle presentazioni delle prossime collezioni negli showroom:

Il servizio.
I p.r. ti coccolano e ti seguono, trasformandosi da cicerone all’interno dello showroom per spiegarti minuziosamente il perchè della scelta dei tessuti, dei disegni, delle linee da parte dello stilista. Senza il loro affiancamento risulterebbe molto difficile comprendere il mood della collezione.

Il catering.
Camerieri elegantissimi ed educati, alcool a profusione (beh, di giorno meglio evitare) e tramezzini quanti ne vuoi.
Ovviamente da guardare e non mangiare.

I modelli.
In posa per te, ad un centimetro da te, rimarranno nello stesso punto fino a chiusura dell’evento, permettendoti di fotografarli in ogni dettaglio e di rifatri gli occhi fino a quando non iniziano a bruciare.

Durante la presentazione di Pal Zileri, il primo punto era INESISTENTE. In ingresso, una p.r. messaggiava indisturbata, così tanto presa dalla chat che neanche al mio secondo ”Buongiorno!” seguito da colpi di tosse ha alzato il naso. Potevo essere la barbona del marciapiede sottostante che non se ne sarebbe accorta e io avrei potuto accomodarmi senza nessun problema.

Per il resto, cosa dire? Catering perfetto e modelli… Da favola. Così belli che sembravano finti. Avrei voluto toccarli con la scusa di capire se erano manichini o meno.

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Abiti di alta sartorialità, dimostrata dalla giacca aperta, dalla quale abbiamo potuto osservare il lavoro di imbastitura e modellismo che occorre per farla apparire così elegante e precisa.

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La collezione autunno inverno 2013 di Pal Zileri ha messo sul trono il capospalla maschile, abbinato a cravatte in fantasia, pochette da taschino, scarpe stringate lucide con vernice lavorata.

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I tessuti sono i classici del repertorio maschile: quadrettati in lana, tweed sui toni del grigio e del marrone.

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La collezione Lab è si distingue per maggiore sportività, adattandosi ad un target più giovane ed urbano.
Nella cartella tessuti rientrano anche i tecnici, adatti alle condizioni climatiche più avverse e ad uno stile di vita in movimento.
Il nero è il indubbiamente il colore predominante.
La scarpa si alza superando la caviglia e la punta si arrotonda.

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photocredits: Marta Lo Bracco

Considerazioni sulla WTF. Ops, MFW = Milano Fashion Week

Ma sì, facciamoci le fighe parlando in codice fiscale, che tanto solo noi ”addette al settore” riusciamo a capirci.

”Sono alla MFW, dopo aver partecipato alla VFNO, e davanti a me ho AdR con un eco fur e un 14 + clutch DIY, OMG!!”

Che tradotto sarebbe:

”Sono alla Milano Fashion Week (settimana della moda donna a Milano), dopo aver partecipato alla Vogue Fashion Night Out (notte bianca organizzata da Vogue per le boutique milanesi), e davanti a me ho Anna dello Russo (consulente creativa di Vogue Japan) con una pelliccia ecologica e un tacco alto 14 cm + borsetta molto piccola e rigida ”do it yourself” (fatta da sola), Oh Mio Dio!!”

Ecco, questo per farvi capire quanto può diventare odioso lavorare nella moda. Arrivi a fare queste considerazioni quando ti trovi a Milano – che, detto tra di noi, inizio ad odiare – circondata da giapponesi carichi di shopping bag LV e Gucci, blogger mai viste che hanno accrediti per entrare pure al private party a casa del Papa, modelle 14enni rassomiglianti a pali della luce, fotografi pivelli che inseguono le le it-girl del momento (che tra meno di un anno verranno rimpiazzate).

Allora dici: beh, faccio un giro al White visto che mi hanno invitata: magari lì si sta meglio, magari lì c’è un’atmosfera più tranquilla. E invece manco fai in tempo ad entrare che inciampi sullo strascico di una, sulla frecciatina di un’altra e ti arrivano in faccia i capelli viola di quell’ultima. No ma fate come se io non esistessi. Anzi, passatemi sopra come se fossi il vostro red carpet. Adesso sto esagerando per farmi una risata, ma quello che ho percepito è stato proprio un contesto di snob d’alta borghesia, che escono di casa dopo 2 ore passate davanti al guardaroba con Carla Gozzi che gli urla da dietro: ”Ma come ti vesti?!” e si dicono da soli: ”Si, con quest’outfit della nuova collezione di CazziEMazzi verrò fotografata indubbiamente, finendo in ogni articolo di street-style”.

foto: Marta Lo Bracco

Questo è l’obiettivo finale di ogni fescion victim: finire su internet, farsi vedere e riconoscere.

Ed è così che uno non va più alle sfilate per pura passione, non va alle fiere di designers per farsi una cultura, ma ci va perchè fa fico.

E le bloggers cosa fanno? Peferiscono parlare dei loro outfit alla MFW piuttosto che della presentazione alla quale sono state invitate. Cioè, in pratica partecipano solo per aver l’occasione di sfoggiare quell’abito improbabile che altrimenti mai avrebbero potuto tirar fuori. Dio mio, probabilmente il mondo sta finendo.

Le prossime considerazioni verranno accoppiate da foto-prove. Mi sento un po’ come su CSI, sto cercando chi ha commesso l’omicidio peggiore: aver ucciso LA MODA.

Beth