Tipi da Palestra vol. I

Questa compilation ha del trash; piacerà ai lettori di Vice, non tanto a chi non ha senso dell’umorismo.
L’importante è, però, che se siete dei Tipi da Palestra non vi riconosciate in nessuno di questi.

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Questi racconti sono tratti da persone vere. Se siete assidui frequentatori delle Orange Palestre potreste riconoscervi nei personaggi sotto descritti.

Sì, l’ho fatto. Mi sono iscritta in palestra. Spero questa volta di durare più di 2 mesi come ogni anno.
In realtà perchè dovrei smettere. E’ così divertente vedervi soffrire sotto quei macigni da 600 kg mentre tirate il collo come degli struzzi! Fate molta attenzione d’ora in avanti; i prossimi a finire su queste cover stories potreste essere voi.

L’UOMO TIMER
L’uomo timer ha tra i 22 e i 35 anni, prende alla lettera ogni parola del personal trainer al punto che, se gli dice di riposarsi 30 secondi tra un esercizio e l’altro, lui accende il timer dello smartphone e lo fissa. Fino a quando non suona il 30° secondo.
L’uomo timer fa anche molto stretching; è così preciso che si sdraia sul tappetino e, per ogni muscolo da stirare, ci impiega 4 minuti e 25 secondi. Immaginatelo a stirare una camicia.
Lo vedi lì per terra, che manco alla Playa de Cancun in Messico, con la gamba destra allungata verso sinistra e le braccia a specchio, in una mano tiene l’i-phone con il timer sotto controllo, con l’altra richiude la bottiglia di Gatorade e con l’alluce sistema l’asciugamano. Se non hai chiaro cosa stia facendo, ti viene spontaneo chiedergli se ha bisogno di una mano o se si sente male.

L’ANZIANO SODO
L’anziano sodo ti fa incazzare. Decidi che vuoi provare una lezione di walking (che sarà mai, si cammina e basta no?) e dopo 10 minuti tu sei lì che pensi di morire, gocciolante, inizi a vedere le stelline nere classiche di quando stai per svenire, davanti a te (perchè ovviamente tu ti sei messo in ultima fila per non farti figure di emme) c’è lui, Dio, l’Uomo Immortale, Highlander.
Ha 92 anni, è abbronzato e ha dei polpacci così duri che per tirarli via dovresti grattuggiarli. E sì, lui non suda, non beve, non si asciuga. Lui dopo 50 minuti di camminata con pendenza al 180% è lì che parla con la vicina di tapis-roulant, fa il brillante.
Non puoi che provare un mix di stima-odio e di schifo per te stesso, che manco li cani zoppi, dici.
Decidi ovviamente e ti prometti di non frequentare mai più un corso di walking e di conseguenza eviti pure quello di spinning.

IL FARFALLONE
Non fai in tempo ad entrare in sala pesi che ti senti gli occhi buttati addosso che manco l’unica trota in mezzo al fiume in mezzo a un branco di orsi affamati.
Ti chiedi cosa puoi avere di speciale oltre al capello legato in stile Tarzan e quella t-shirt dell’ex pigiama che usi solo per andare in palestra, poi capisci che è inutile cercare di scampare dall’Uomo Farfallone.
Lui ha una missione: ripagarsi l’abbonamento in palestra con i numeri di telefono delle altre iscritte.
Allora mentre sei lì che provi con incertezza un nuovo attrezzo rischiando di spaccarti il cranio per non aver messo il freno ai pesi, lui è già là dietro, nella migliore delle ipotesi per salvarti la vita, nella peggiore per chiederti ”ci alterniamo su questo attrezzo, mentre sei in pausa?”. Eh? Pausa? Attrezzo? Ma di che stai parlando? Senti, te lo lascio l’attrezzo. Tanto non mi piaceva neanche tanto a dire il vero.

ARNOLD SCHWARZENEGGER
Entra in sala pesi e cambia la musica. Ci starebbe bene ”The final countdown” degli Europe. Muscolo tirato, sguardo arrogante, pettorale incazzato, libera la strada dai poveri sfigati che neanche Gesù quando apriva le acque.
Lui non ha bisogno di riscaldamento, lui può tutto. Va dritto, quasi di corsa, al bilanciere, aggiunge tutti i kg presenti in sala + qualcosa che si è portato da casa per precauzione, li alza coi mignoli, le vene che non sanno se esplodere, ma poi decidono di implodere per non disturbarlo. Pure le orecchie sono muscolose, riesce a farle muovere facendosi aria. Il vicino di attrezzo si avvicina per sentirne la brezza. Il mondo è suo. La guerra l’ha vinta lui. Chuck Norris si è messo da parte da tempo.

I NANI DA GIARDINO
Non so se avete notato che i ragazzi bassi fanno subito gruppo tra di loro.
Può succedere di entrare in palestra ad una certa ora e trovare solo nani da giardino.
Fai fatica a riconoscerli perchè fanno combriccola anche in base ad altre caratteristiche, come il colore dei capelli ed il grado di abbronzatura. Per esempio ieri era la volta dei nani biondi, abbronzati e con gli occhi chiari.
Si aiutano sempre tra un attrezzo e l’altro perchè fa parte dei doveri del nano da giardino. Un altro dovere è quello di non considerare i giganti (dal metro e 65 in su) come avversari, ma essere rispettosi di tutti. Mammolo e Cucciolo for Presidents.

Ecco, a breve, se continuerò ad andare in palestra (sì, Beth, ce la devi fare) ne sentirete delle belle.

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